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SERVIZI PER DISABILI

CARTAOMUNITA’ ALLOGGIO

La comunità alloggio per disabili adulti in situazione di gravità denominata “Corte Scolette” nasce il 5 Marzo 2001 a Monteforte d'Alpone in provincia di Verona. Ospita n°20 persone in regime di residenzialità. E' suddivisa in due nuclei di dieci persone l'uno.

LO SCOPO E LA MISSION

Per essere autorizzati all'esercizio, la Comunità Alloggio per disabili adulti, si è conformata ai requisiti richiesti dalla Legge Regionale n°22 del 2002 che disciplina in materia di “ Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie,socio-sanitarie e sociali”.
La legge inoltre delinea: la quantità numerica di personale necessario al funzionamento, le professionalità richieste, la tipologia dell'area abitativa con spazi e servizi di nucleo, la presenza e compilazione del Progetto Educativo Individualizzato, l'utilizzo delle risorse del territorio per una maggiore integrazione ed infine la compilazione di una cartella personale, verificando in itinere i risultati ottenuti in termini di soddisfacimento dei bisogni e riportati all'interno della stessa.

La mission
La missione e l'impegno, che si trasformano in obiettivo generale della struttura, di carattere socio-assistenziale, è offrire accoglienza e gestione della vita quotidiana, orientata alla tutela della persona, allo sviluppo delle abilità sociali e alla riabilitazione, o anche alla realizzazione di esperienze di vita autonoma, di pronta accoglienza e/o di accoglienza programmata.

La Comunità alloggio per disabili adulti si colloca e si pone nell'ambito della programma­zione locale territoriale, come risposta al bisogno di residenzialità evidenziato sul territorio dell'est veronese e attuato attraverso il Piano di Zona della Conferenza dei Sindaci dell'Ambito territoriale dell'Ulss 20.

LOCALIZZAZIONE

La comunità è situata al centro del paese nei pressi di: un C.E.O.D. privato convenzionato con l'ULSS n° 20, una sede di Piccola Fraternità, una Cooperativa sociale di lavoro e della Fondazione stessa con tutti i suoi servizi. La vicinanza a questi centri rende facile alle persone inserite nella Co­munità l'integrazione nei diversi ambienti di vita che a loro volta rispondono ai bisogni e alle neces­sità espressi direttamente dai soggetti, dalle loro famiglie e dai servizi che li hanno in carico. La facilità con la quale si accede ai vari centri, poiché li si raggiunge a piedi, ha determinato una collabo­razione stretta e realmente produttiva, anche in termini di costi, che permette un coinvolgimento ed uno scambio assai favorevoli per gli utenti, una maggiore autonomia degli stessi ed una variegata scelta di possibilità e stili di vita.


LA STRUTTURA E IL SUO IMPEGNO

La sede (casa natale di Don Giuseppe Mozzatti d’Aprili) è frutto di una donazione all'Ente ed è stata ristrutturata negli anni novanta. Si tratta di una grande casa del 1500 situata in centro paese, aperta inizialmente ad ospiti anziani autosufficien­ti e successivamente destinata al soggiorno per persone con disabilità.

L'edificio è suddiviso in due nuclei, che internamente sono comunicanti e su quattro pia­ni, tutti raggiungibili con scale ed ascensori. La ristrutturazione interna ha cercato di mantenere le caratteristiche di una casa con ambienti caldi e accoglienti, con travi a vista, porte e balconi in le­gno, pavimentazione a cotto ed ha mantenuto le scale consunte dei secoli passati.

Le due parti della comunità, si differenziano per la tipologia d'utenza inserita e conseguente­mente anche nell'organizzazione del lavoro, ma si sottolinea la continuità operativa e la conoscenza di ogni singolo ospite della casa poiché la comunità è unica. L'edificio ha una grande corte in entrata con spazi di vita all'aria aperta, un orto ed un cortile sul retro da cui si accede ai diversi servizi sopra citati.

Le attività socio-assistenziali tese al reinserimento, alla socializzazione e alla residenzialità di persone con handicap grave, sono state affidate alla Fondazione Don Mozzatti d'Aprili in convenzione con l'ULSS 20.

Quest'ultima si impegna a:
- impiegare, per l'espletamento delle funzioni relative all'oggetto della convenzione stipulata con l'ULSS 20, il personale previsto dagli standard regionali vigenti;
- utilizzare eventuali volontari ed obiettori in servizio civile per prestazioni complementari e non sostitutive a quelle degli addetti all'assistenza, nel rispetto dei principi della legge;
- rispettare per gli operatori impiegati tutte le norme vigenti in materia di prevenzione, assicurazione e tutela del lavoratore;
- trasmettere all'Ente affidante una relazione annuale sull'andamento del servizio, necessaria per una valutazione in merito alla produttività degli interventi e ai risultati conseguiti.

L'ente gestore si impegna altresì, avvalendosi di proprie sedi, attrezzature, servizi e personale, a garantire le prestazioni e le attività sulla base di una programmazione socio-educativa, sia a livello di funzionamento della struttura sia a livello dei singoli assistiti secondo le indicazioni fornite dai Servizi Sociali dell'Azienda ULSS n°20.

In tale programmazione vanno indicati il numero e le patologie degli utenti, le attività previste per ogni singolo assistito, il calendario delle attività annuali, settimanali e giornaliere del servizio, il personale impiegato e relative qualifiche.
Per ogni persona inserita, l'ente gestore produce un progetto educativo individualizzato (P.E.I.) che sarà sottoposto al vaglio dell'ULSS n°20 con cadenza annuale.

GLI UTENTI: MODALITÀ DI ACCESSO

Gli utenti della struttura residenziale sono in possesso di certificazione di invalidità civile ai sensi della L. 118/71 e di certificazione dello stato di handicap ai sensi dalla L. 104/92 (condizioni di particolare gravità). Si tratta di persone adulte che hanno alle loro spalle un percorso di vita già costruito con affetti, relazioni sentimentali e parentali ancora presenti ma che non sono più in grado di rispondere positivamente alle esigenze del proprio caro, per sopraggiunti problemi legati all'età, alla salute o alla morte.
L'inserimento degli utenti avviene tramite segnalazione dell'assistente sociale di area che inol­tra una richiesta alla responsabile della comunità.
Elementi fondamentali da considerare per un eventuale inserimento sono:
- disponibilità di posti;
- problematiche dell'utente tali per cui questo possa o meno integrarsi nel gruppo;
- presa in carico dell'impegno di spesa da parte dell'ULSS, del Comune di competenza e dell'utente o i suoi familiari.
- U.V.M.D.: compilazione S.V.AM.D.I.
Quando queste condizioni vengono soddisfatte avviene l'ingresso dell'utente.

Qualora venissero meno le compatibilità necessarie per una permanenza di qualità, all'utente è garantita la possibilità di trovare altre soluzioni. D'altro canto, alla Comunità viene data la possi­bilità di un periodo di osservazione dopo l'ingresso, di circa due mesi, nei quali vi sarà una attenta valutazione della compatibilità ambientali del soggetto inserito.
Ogni persona all'ingresso, è dotata, spesso ma non sempre, di una scheda, denominata S.V.A.M.D. I (Scheda per la valutazione multidimensionale delle persone disabili). Si tratta di uno strumento per l'accesso di rete ai servizi residenziali e domiciliari integrati che contiene in­formazioni relative agli aspetti sanitari con le necessità infermieristiche, alla comunicazione e al linguaggio, una valutazione cognitiva e funzionale, una valutazione sociale comprensiva di valutazione abitativa, economica e della rete familiare presente.
Dopo attenta osservazione e valutazione e superato il periodo di prova si definisce il P.E.I.: Progetto Educativo Individualizzato.

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO E FIGURE PROFESSIONALI

L'organizzazione del servizio ruota attorno ad un obiettivo principale: favorire il benessere delle persone inserite, mantenendo all'interno della struttura un clima sereno che rispecchi un ambiente familiare.

Le figure professionali presenti e necessarie per l'autorizzazione all'esercizio di una Comunità alloggio per disabili in situazione di gravità, in base alla Legge Regionale n° 22 del 2002 devono essere:

- operatori socio-assistenziali con qualifica nel rapporto di una unità di personale ogni 1,8 utenti;
- due unità di personale educatore-animatore delle quali una anche con funzione di coordinatore ogni 20 utenti;
- personale infermieristico, medico, medico specialistico, psicologo, assistente sociale, fornito al bisogno dalla Fondazione e dall'ULSS di competenza ;
- personale riabilitativo-fisioterapisti fornito al bisogno dalla Fondazione
- personale addetto alle pulizie dell'ambiente
- personale di cucina e lavanderia fornito dalla Fondazione.

All'interno della Comunità, lavorano n°14 addetti all'assistenza a tempo pieno che si suddividono in turnazioni, anche notturna, sulle ventiquattrore per tutto l'arco dell'anno, poiché la Comuni­tà rimane sempre aperta.
Agli operatori sono richieste capacità relative alle proprie mansioni socio-assistenziali ma è richiesta soprattutto elasticità mentale, flessibilità e disponibilità alla promozione della partecipazione.

C.E.O.D e COOP. SOCIALE

Nel territorio comunale in posizione adiacente la Comunità esiste un C.E.O.D. con il quale la Fondazione, ha stipulato una convenzione che prevede, in base alla programmazione annuale, trasporto con pulmini attrezzati e partecipazione programmata di alcuni utenti alle attività del Ceod stesso.
E' presente anche una Cooperativa Sociale che offre opportunità di inserimenti lavorativi a carattere socializzante ( tirocini socializzanti) ad altri utenti inseriti in Comunità tramite il S.I.L.

PROGETTI DI VITA

La residenzialità.

All'interno della Comunità, esiste un nucleo di venti persone che risiedono stabilmente, con le quali si attuano progetti di vita e di futuro legati sempre al mantenimento delle capacità esistenti e al loro potenziamento. L'obiettivo in ogni caso, è che le persone inserite in regime di residenzialità stiano semplicemente bene e che considerino la Comunità “la loro casa” nella quale permettersi an­che “di non aver voglia di..., di non voler fare questo o quello..., di rimanere a letto anche quando non si dovrebbe..., di mandare a quel paese l'operatore in un momento di rabbia...”. Queste persone si incontrano con altre che a volte, per brevi periodi, entrano a far parte della vita comunitaria per motivi legati spesso a problematiche familiari dando vita così ad un mondo variegato ed aperto al possibile. La progettualità che si esprime come possibilità di offerta di servizio, è frutto di ragionamenti sui bisogni delle persone disabili, sugli ambienti di vita da esse frequentati, sulle risorse a disposi­zione della Comunità.
Offrire risposte adeguate ad esigenze diversificate, è la scommessa per il futuro della Comunità stessa.
Se da un lato, si cerca di gestire al meglio la cronicità e la presenza di persone in situazione di gravità, dall'altro si immette aria fresca, risorse nuove (utenza) con capacità elevate che attraverso una socializzazione ed una integrazione delle possibilità espresse da ognuno, aumentano la perce­zione di partecipazione, intesa come empowerment, che determina maggiore autostima, vivacità re­lazionale e stimolo al cambiamento.
La presenza di due nuclei di persone suddivisi in merito al carico assistenziale necessario, ma che sono in costante incontro, favorisce la presa di coscienza di ciò che si è, e della fortuna che si ha: c'è sempre qualcuno che sta peggio! Questa percezione aumenta anche l'accettazione di sé e dei propri limiti, rasserenando la persona nei momenti più difficili e bui.

Progetti di Accoglienza programmata

Questi progetti vengono effettuati per brevi periodi che vanno dalla settimana al mese di presenza diurna e notturna; all'utente vengono garantiti assistenza di base, assistenza sanitaria e tutti gli altri servizi che sono a disposizione degli utenti della Comunità. La programmazione, essendo ridot­to il periodo di permanenza, non riguarda una progettazione individualizzata finalizzata ad incre­mentare autonomie o a modificare comportamenti, ma si cerca di mantenere l'esistente offrendo le possibilità di una “vacanza”. Questi progetti, che aiutano la famiglia nelle emergenze e come mo­mento di sollievo, sono assai più difficili di altri, in quanto vengono a mancare la fase di osservazio­ne iniziale e di valutazione per cui si fa riferimento a documenti presentati da altri servizi. Fonda­mentale perciò, se la temporalità dell'ingresso lo permette, una raccolta dati il più dettagliata possi­bile, per non incorrere in gesti o atteggiamenti lesivi per l'utente.

Progetti tempo libero

Questi progetti sono frutto di una collaborazione tra i servizi del territorio e la Comunità Alloggio. Rispondono ad un bisogno essenziale per le famiglie, (soprattutto in presenza di disabili gravi e gravissimi),offrendo maggiore supporto dopo la chiusura dei C.E.O.D. e nelle giornate di chiusura degli stessi. Rispondere ai bisogni alle famiglie anche con modalità differenti, le aiuta a superare momen­ti di difficoltà, ad aumentare la percezione di benessere e ai genitori, di poter continuare ad essere produttive e a non essere forzatamente escluse dal mondo del lavoro. Ciò è possibile grazie all'ora­rio di apertura della Comunità che funziona sulle ventiquattrore per tutto l'arco dell'anno. Anche per gli utenti a volte, è necessario un distacco dalla famiglia in quanto questa può essere prevaricante e addirittura impedire lo sviluppo delle potenzialità del disabile: in questo caso si offre al disabile la possibilità di frequentare la Comunità durante i fine-settimana nei quali si cerca di sviluppare la socializzazione, la crescita personale e l'autostima.

GRUPPO APPARTAMENTO PER PERSONE CON DISABILITÀ

È un progetto sperimentale che sta fornendo già buoni risultati attuato su due distinte unità che accolgono persone adulte con disabilità, con buoni livelli di autosufficienza con disabilità prive di nucleo familiare o per le quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibilitata. Le finalità sono: l’accoglienza e la gestione della vita quotidiana, orientata alla tutela della persona,allo sviluppo delle abilità residue e a favorire esperienze di vita autonome dalla famiglia di origine (qualora ci sia). La Capacità ricettiva 6 ospiti per gruppo, fino ad un massimo di due gruppi.